INTERVISTA AL VESCOVO DI TEANO-CALVI.

 

AIELLO, OBIETTIVO: EVANGELIZZAZIONE

 

Da qualche mese è il nuovo vescovo della diocesi di Teano-Calvi. Monsignor Arturo Aiello si pronuncia su temi di grande rilevanza sociale in questa che è una delle prime interviste da presule.

 

Qual è la posizione che assume rispetto al fenomeno crescente dell'immigrazione e alla integrazione dei cittadini stranieri?

"Non ho una posizione personale rispetto al feno­meno della immigrazione che non sia quella che ogni credente è chiamato a manifestare: acco­glienza ed ospitalità. L'immigrato prima che in cerca di lavoro, di benessere, di casa, è un uomo e in quanto tale va accolto e rispettato anche nella sua diversità. Oggi alcuni bussano alla nostra porta, l'altro ieri, i nostri nonni cercavano lavoro e fortuna oltreoceano, domani potremmo essere noi a tendere la mano. Una società evoluta è multirazziale e favorisce l'integrazione di quanti provengo­no dal sud della terra".

 

Un messaggio alle istituzioni.

"Sì è scritto in passato che la politica è l'arte del possibile: auguro alle Istituzioni di operare il possi­bile perché il nostro territorio divenga "Terra di lavoro" di fatto e non solo di nome frenando il pro­gressivo spopolarsi di paesi e Comuni. Esprimo, a nome della Chiesa, stima e incoraggiamento per quanto si riesce a realizzare perché l'uomo divenga più uomo."

 

Entriamo nel merito della nuova realtà che si trova a vivere. Da parroco a Vescovo... un pas­saggio che presuppone nuove incombenze, come ha vissuto il cambiamento di ruolo e di luogo?

"Sono stato chiamato ad un cambiamento radica­le. La Chiesa è la stessa, ma il ruolo è diverso. Non si può descrivere il cambiamento perché ancora in atto è il lasciare e l'entrare, smettere di essere parroco e cominciare ad essere vescovo. Avverto degli urti, delle lacerazioni, sento il richia­mo e il fascino del nuovo, ma sono ancora in atte­sa di rendermi conto appieno di quanto sacramen­talmente è già avvenuto, ma nella coscienza e nella consapevolezza deve ancora emergere. Tempo al tempo. Per ora riesco a vedere chiaro ciò che è comune, ciò che lega la prima esperien­za alla nuova: il mistero della Chiesa. Sono stato chiamato ad allargare gli orizzonti, ad allargare "la tenda" come si dice in termini biblici perché possa­no entrare nuove situazioni, nuove persone, storie, volti, luoghi."

 

Ha già visitato l'auditorium diocesano ed ha progetti per il futuro della struttura?

"L'Auditorium diocesano è quanto di più tangibile resta della memoria di monsignor Tommasiello. Avevo avuto modo di conoscerlo già in preceden­za ed ora l'ho visitato da vescovo. E' una struttura ai servizio non solo della Diocesi, ma di tutto il ter­ritorio e può diventare un laboratorio di iniziative culturali. Richiede anche uno sforzo di fantasia e di energie non indifferente. Dovrà collocarsi in un piano più ampio che riguarda il futuro assetto della Diocesi di cui per ora è prematuro parlare.

 

Una eredità pesante quella del suo predeces­sore?

"Mons. Tommasiello ha operato in questa diocesi per diciott'anni ed ha quindi lasciato una traccia forte nelle persone e nell'intera Diocesi. Un vesco­vo nuovo, chiunque esso sia, entra in un discorso lasciato a metà, deve completare frasi e fasi inizia­te da un altro e in questo senso si tratta sempre di un compito arduo. Anche il Vescovo Francesco, all'inizio del suo episcopato a Teano avrà sentito le mie stesse difficoltà. Ciò che conta è dare continui­tà pur nella diversità delle persone."

 

Dopo anni di sacerdozio a Piana di Sorrento come vive il distac­co?

"Ho vissuto tutti gli anni del mio ministero pre­sbiterale nella stessa parrocchia (27 anni) intes­sendo legami, creando luoghi e occasioni di incon­tro, accompagnando la crescita umana e spiritua­le di tante persone e quindi il distacco non è stato facile. Ho fiducia che il costo della partenza si tramuti in energia positiva per un nuovo lancio ed un rinnovato slancio per il ministero appena iniziato."

 

Le sue prime impressioni sulla diocesi di Teano-Calvi.

"L'impressione che ho riportato la sera del mio ingresso in Diocesi, è stata positiva, di grande calore e attesa nei confronti del vescovo, di voglia di ripartire."

 

Quali innovazioni intende apportare al cammino spirituale dei fedeli?

"Ritengo prematura la risposta a questa domanda perché sono in una fase di ascolto e di lettura della realtà diocesana. Comunque c'è un cammino da intraprendere nell'entusiasmo dell'evangelizzazione che da noi, come in altre parti d'Italia, rischia di vivere una fase di stanca "

 

II vescovo Arturo Aiello si è insediato nella diocesi Teano-Calvì il 15 luglio scorso dopo 27 anni di sacerdozio a Piana dì Sorrento.