Calvi risorta
Giuseppe Borrelli
Rischiano l’abbattimento e la consequenziale estinzione
gli oltre 1500 ulivi, presenti da sempre nei terreni adiacenti la cava Fabressa,
a causa dei lavori di realizzazione del Piano di Insediamento
Produttivo (PIP) che comporteranno, una volta attivato l’esproprio dei fondi,
l’espianto di tutte le essenze naturali.
Per correre ai ripari, il Comune, attraverso l’Ufficio
tecnico, sta predisponendo un piano di salvataggio per preservare e
salvaguardare l’esistenza di tanti alberi di ulivo.
Il piano consiste, appunto, nell’espiantare
le essenze naturali dal luogo dove verranno eseguiti i
lavori dell’insediamento produttivo e di reinnestare gli stessi alberi in altri
suoli appartenenti agli stessi proprietari terrieri sui quali graverà il
maxi-esproprio del PIP.
Un’opera, questa, certamente impegnativa e piena di
difficoltà ma che cerca di coniugare due
differenti interessi e necessità parimenti meritevoli di tutela: da un lato,
infatti, il Piano di Inserimento Produttivo, opera di
circa 4 milioni di euro in parte ottenuti mediante un mutuo e per la quale è
stato stimato un impatto occupazionale di 300 posti di lavoro nei prossimi
anni, che rappresenta un volano essenziale per l’economia dell’agro caleno.
Mentre dall’altro, la necessità altrettanto rilevante di
non cagionare l’estinzione di tanti ulivi, che rappresenterebbero
un danno ulteriore per i proprietari terrieri sui quali già grava l’esproprio.
<<Non si può non considerare – commenta il vice
sindaco con delega ai lavori pubblici, Remo Cipro – il legame affettivo
rappresentato da queste piante per quegli agricoltori che le hanno innestate e
che le hanno viste crescere anno dopo anno, quindi se possiamo rendere, a
queste persone, un po’ meno gravoso l’esproprio per questi terreni, restituendo
loro gli ulivi presenti sul posto, credo che si debba provare a farlo. Poi
però, ci dovranno essere le assicurazioni che tali essenze saranno effettivamente
reinnestate in altri fondi, e solo così avremo la gi